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08 luglio 2020

In ogni caso ... lasciate stare i pipistrelli


Una lunga quaresima senza "pasqua" ci ha investito come un treno in piena corsa: state a casa, tutto fermo, tutto congelato. "Potresti infettarti, potresti infettare, ognuno faccia la sua parte, andrà tutto bene".

Mentre un silenzio surreale regnava ovunque, uscivo con pudore, semiclandestino, per fare la spesa per me e mia madre, con mascherina e guanti, con l'autocertificazione, con l'ipotesi di un controllo delle forze dell'ordine, doveroso ma spiacevole. Al supermercato dei “pretoriani” regolavano la fila degli ingressi, sguardi bassi e laterali scrutavano il mio comportamento tra frutta e verdura, tra gli scaffali, alla cassa, qualcuno ne sa sempre più di te anche di Coronavirus. 

Ogni sera, però, trovavi conforto per il tuo impegno sentendo l'aumento dei "positivi", quanti ricoveri, quanti deceduti. Una via crucis in cui facevamo finta di non immaginare il disastro economico che ci aspetta #andratuttobene.

 

Finché è arrivata l'onda lunga del cretino, all'estero facevano i simpatici e stavano peggio di noi, poi tutta una serie di” no al vaccino" "Si al plasma" “No all’APP”, viva la Cina e Cuba che ci mandano gli aiuti veri, abbasso la UE che non ci aiuta e non capisce. Poi mille ipotesi sul 5G, scie chimiche, inquinamento quale veicolo, ecc... Pazienza. 

 

Cosa sappiamo di quello che è successo: sono morti prevalentemente anziani, con problemi vari, in maggioranza poveri o soli nelle case di cura. 

E ora? Nei tg ci dicono festanti che ne muoiono pochi, come se quei pochi non fossero uguali a quelli morti prima. Ah i guanti sono controproducenti.

Oggi le cose sono molto cambiate, c’è una notevole rilassatezza, siamo più leggeri, la gente è in strada e nei locali, mi dimentico spesso della mascherina, aspettiamo l’autunno notando che in spiaggia il virus necessita di 4 metri di distanza, in discoteca 1 metro, al supermarket 1.8, nello sport pochi centimetri.

 

Ma quello che mi spaventa di più (a parte la questione economica) è la continua, incessante, reiterata contraddizione tra gli uomini di scienza:

La pandemia è iniziata a gennaio, anzi a dicembre, anzi era tra noi già a ottobre

L’origine è il pipistrello, anzi il maiale o il pangolino (ricordate l’HIV? Si trasmette per vie sessuali proveniente dallo scimpanzé … ma come hanno fatto?)

Il virus è tra noi, il virus è morto, sta mutando, sta morendo, sarà più forte di prima, a ottobre sarà letale, il vaccino tra 18 mesi, a settembre è pronto, sarà pronto ma il virus cambia, …

 

In pratica stiamo vivendo questa estate come una sorta di ricreazione, finché c’è il sole e l’estate prendiamoci una vacanza in attesa della tempesta (economica o virale)

 

In questo marasma ci sono, però, 2 certezze: primo, un altro Lockdown in autunno non siamo in grado di sopportarlo economicamente, secondo… nel dubbio, smettete di mangiare pipistrelli.

 

Mentalmente normale, NormaMentale, Marco Cestelli

01 luglio 2020

La scuola italiana dei "miracoli"

Una delle cose più "italiane" che ci sono in Italia è la scuola, talvolta cenerentola, talvolta principessa, spesso "contenitore di tutto".
C'è un investimento più importante dell'insegnamento per il futuro di una nazione? No. 
C'è un investimento meno produttivo nell'immediato presente della scuola? No. 
Ecco, la scuola è roba per statisti, e di questi abbiamo particolare carenza; pensare oggi alle generazioni future. 
Quindi farei alcune osservazioni personali sul concetto italiano, e politico, di scuola:
per rendere "produttivo" il sistema scolastico i nostri eroi partitici lo hanno concepito, negli anni, come un bacino di consenso attraverso concorsi in prossimità elettorale. Spessissimo le strutture sono vecchie e malandate, pensate nei decenni passati come contenitori di classi; "Sgarrupate". 
Gli insegnanti sono assunti a vita, se di ruolo (roba da anni '90) oppure condannati ad una estenuante precarietà. 
Valutazioni di efficacia dell'insegnamento? Non mi risulta che qualcuno sia stato espulso per inadeguata capacità a insegnare. Non mi risulta che qualcuno sia stato premiato per il grande impegno e per la propria capacità didattica. 

lo Stato ha stipulato un contratto fittizio con gli insegnanti per il quale: "ti pago poco, pretendo poco, tante vacanze, poche valutazioni, se vuoi ti lascio arrotondare in "nero" con lezioni pomeridiane, rompiamoci poco le scatole e tutto andrà bene. Come? Ti tocca pagare le fotocopie? La carta igienica? Materiale didattico self made? Suvvia, è sempre meglio che lavorare...hai mai visto un insegnante licenziarsi per andare a lavorare altrove? "

Poi il corpo decente presenta due caratteristiche antropologiche di grande interesse: 
  • la maggior parte dei concorrenti sono meridionali, che spostiamo al nord (dove ci sono posti vacanti) e poi tra legge 104, artifici vari riporto al sud. 
  • La maggior parte sono donne, più basso è il livello scolastico (dagli asili, primarie e secondarie) maggiore è la percentuale di donne insegnanti, più si sale (superiori e università) aumenta la percentuale di presenza maschile. 
Poi ci sono le "private", parificate ecc.. che, a dispetto della Costituzione, vengono finanziate dalla mano pubblica e svolgono un ruolo fondamentale sia per la libertà di insegnamento che per il servizio che, dicono (e ci credo), è essenziale per coprire necessità didattiche non coperte dallo Stato: pagano meno i docenti ma in cambio danno punteggio. 

Sembra che l'81% dei plessi scolastici non abbia accesso ad una buona connessione di rete, e questo la dice lunga su come viene considerata la scuola. Sulle attrezzature scolastiche, laboratori tecnici, scientifici, linguistici.. se tanto mi da tanto non siamo messi bene. 

I genitori sono parte integrante del sistema scolastico? Certo che sì, con i decreti anni '70 e '80 sono parte integrante del processo educativo ma invece di catalizzare processi di incremento delle competenze per gli allievi, sono diventati, negli anni, dei complici dei prediletti figli, hanno spesso scavato  trincee per difendersi da quei docenti che vorrebbero fare il proprio dovere, si sono inseriti nella didattica senza alcuna competenza, hanno giudicato i docenti senza cognizione di causa, hanno perorato cause particolari (le proprie) senza pensare al dovere del docente di pensare a tutta la classe. Prova a bocciare un fanciullo e ti ritrovi al TAR. 

Potrei dilungarmi sull'aumento della burocrazia, della presenza di ragazzi extracomunitari o comunque inseriti senza competenze linguistiche e culturali rallentando e costringendo gli insegnanti a gimkane didattiche...
Risultato: siamo i più ignoranti d'Europa e dodicesimi al mondo nella poco invidiabile classifica dei peggiori. Si si, proprio noi che abbiamo il record di siti UNESCO, beni culturali infiniti, bellezza ovunque, noi che abbiamo geneticamente la discendenza degli uomini migliori della storia, dell'arte e della scienza.. 

Poi arriva la quarantena per il Covid e si scopre che i nostri docenti fanno miracoli, impegnandosi allo spasimo, tra piattaforme didattiche, nuovi sistemi, telefonate di controllo e motivazione degli studenti, spesso spaesati. Lasciati soli senza esperienza hanno recuperato anni di innovazione tecnologica. La scuola ha fatto il possibile e ben di più. Ora teme che alla riapertura dovrà integrare la didattica a distanza con quella tradizionale ... potrebbe essere una rottura di scatole non da poco. 
L'Italia è stata l'ultima a pensare di riaprire le scuole dopo la quarantena e questo la dice lunga su come considera l'insegnamento, in un parossistico via vai di ipotesi e progetti, rimandi e ipotesi ... con un ministro che "non mi sembra attrezzato". Prima il campionato (ci mancherebbe) e poi ... adda passà a nuttata.

Eppure proprio quei docenti sono l'anima di molti nostri ricordi, i monumenti delle nostre memorie, gli artefici di tanta parte della nostra vita, quando la scuola non aveva abdicato al suo ruolo e al suo prestigio. Quante parole, letture, concetti, insegnamenti sono rimasti in noi dalla voce di quegli insegnati. Ce ne sono stati tanti e ce ne sono ancora ma immersi in una scuola che non è pensata in modo adeguato per essere quel motore sociale e culturale che un paese avanzato dovrebbe avere. Ah già, è estate ... se ne riparla a settembre.

Mentalmente normale, NormaMentale, Marco Cestelli

29 giugno 2020

Smart Working è bello, è cool, è trendy ma non gratis


C'è il Covid, lavoriamo da casa, in SmartWorking. Pandemia? Lezioni scolastiche a distanza. Tutto giusto e anche molto corretto ma ha dei costi sociali non così indifferenti. 
Premesso che il futuro non si ferma né per decreto né per pigrizia, l'Italia si accorge che, al netto della qualità della rete, è in grado di essere all'altezza di  quei piovosi paesi che con un notebook e una tisana bollente in un mug ribaltano il concetto di lavoro. "Era l'ora" dirà il lettore. Senza dubbio ma c'è un ma! 
Le nostre città (quelle grandi) sono state pensate come mangiatoie, supermarket a cielo aperto, bar e alberghi. Per molto tempo aprire un ristorante, un negozio o un bar è stato il rifugio da altre avversità lavorative, lo Smartworking mette in crisi tutto questo. 
Viaggi d'affari? Riunioni a Milano o Roma? Facciamo una call: si risparmia tempo, carburante, auto, vitto ed alloggio, potremmo dire che ormai "Call è Cool".
E quel via vai di impiegati dagli uffici? Quanti cappuccini e brioches, quanti pasti veloci, quante vetrine non viste. Stessa cosa per il traffico legato alle scuole che ad oggi non c'è stato (da Marzo).
Se a questo aggiungiamo un "fermo biologico" del turismo potremmo comprendere le chiusure di tanti esercizi commerciali, alberghi chiusi, disperazione per quella economia di basso profilo, a basso tasso intellettuale e tecnologico che è rappresentata dai nostri centri storici, veri e propri centri commerciali a cielo aperto. E' pur sempre PIL, e che PIL.
E tanto che ci siamo una menzione ad altri due aspetti negativi per il commercio: 
la quarantena ha portato, con naturalezza, allo sviluppo del commercio elettronico: vastissima scelta, prezzi anche inferiori, sempre aperti H24, una volta compreso il giochino almeno una parte consistente del commercio si volatilizzerà verso le multinazionali dell'elettronico con aggravio per il PIL dei commercianti "normali", per le catene di negozi fisici, e per le tasse che andranno altrove.
Una signora italiana, le "meglio tenute" al mondo, che andava dal parrucchiere 10 volte l'anno, in quarantena ha scoperto una certa abilità forzata alla sua manutenzione capillifera, magari da oggi in poi per risparmiare un po' quelle 10 visite all'anno diverranno 7, 8 ... giusto per il taglio e per un colore migliore...

Il problema è sempre quello: l'Italia dovrà riconvertire una parte consistente della propria economia, sarà costretta a vivere il futuro molto velocemente, senza digerire i passaggi intermedi, poichè nessuno aveva voluto prevedere l'economia di domani. Nessuno poteva prevedere la Pandemia, ma la web economy si, eccome.

Vogliamo “li sordi che ci cacciano in tasca dall’Europa, quelli che cce devono da”.

  Ho la spiacevole, ma netta, sensazione che il "glorioso popolo italico" non abbia contezza di cosa sia il  Piano Nazionale di Ri...