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03 agosto 2020

Cos’è oggi il PD?



È difficile definire un contenitore politico come il Partito Democratico, dalla “nobile” storia, dal travagliato passato, dall’ecumenismo recente, alle diaspore ultime.

Erede “senza se e senza ma” del PCI di Togliatti e Berlinguer, dei Pajetta e Scoccimarro, Occhetto, D’Alema, della Resistenza, dell’antifascismo, dei filosovietici, dell’Eurocomunismo, dell’antieuropeismo, dell’anti Nato, anti USA, anticlericale, delle feste dell’Unità. Il PD è l’erede anche di quel pentolone in cui bolliva (e in parte bolle ancora) quel brodo di coltura “di lotta e di governo”, del sindacalismo (dal migliore al più stupido e bieco), dell’operaismo, dell’intellighenzia intellettuale, del politicamente corretto, del radical chic, del post freak, delle BR (i compagni che sbagliano), dell’egemonia culturale degli intellettuali, dei cantautori, delle università e dei movimenti studenteschi, dell’opposizione (presunta e feroce) alla DC di governo nazionale e della gestione delle regioni province e comuni, delle Coop, delle cooperative, dei giornali.

Poi un giorno crollò il muro di Berlino e il PCI scoprì, se ce ne fosse stato bisogno, che qualcosa era andato storto, forse i komunisti non avevano capito cos’era il comunismo ma un …. MIRACOLO salvò gli eredi di Togliatti: “mani pulite” e un democristiano DOC (Mariotto Segni) scalpellarono con il martello pneumatico tutto il basamento marmorei del pentapartito della Prima Repubblica e rimase solo “lui” dalle macerie di quel passato: il PCI, poi DS, poi PDS, poi PD, che con la Margherita giocò alla nuova DC, il partito nazione, in contrapposizione al “mostro” di Arcore, i girotondi.  Occhetto sconfitto, D’Alema anima grigia, Scalfaro, Prodi, Veltroni, Bersani, Renzi, Zingaretti. E siamo ad oggi.

Oggi il PD è l’ultimo dei partiti a “conduzione” ideologica, l’ultimo dei mohicani politici (tradizionali), il contenitore del potere: ha in mano, se così si può dire, quasi tutto il potere che conta davvero, tranne la maggioranza dei voti. Presidenza della Repubblica, Ministri chiave, commissioni importanti, commissario europeo, presidente Parlamento Europeo, magistratura, posti chiave nel “deep state” italiano, funzionari in ogni dove all’interno dei meccanismi nazionali, magistratura praticamente al gran completo, poi banche, sindacati, cooperative e regioni, …

Insomma il PD è l’unico partito vero ed è il più potente e credibile. Perché? Per colpa degli altri, naturalmente. Perché (tra i grandi) è il meno stupido, il meno caciarone, il meno confusionario, il più presentabile in UE, il meno peggio. Per fare cosa? Ah questo non si sa, io non l’ho capito. L’unico progetto intellegibile consiste nel tenere fuori dal governo Salvini e Meloni, arrivare al 2023 ed eleggere un Presidente della Repubblica ragionevole.  

Da quando il PD ha votato (e festeggiato tra i suoi maggiorenti) la sconfitta del referendum di Renzi sta lì ad aspettare che gli altri partiti scuotano il pero e facciano cadere i voti (per contrasto) a loro favore, ottenendo un pur ragguardevole 20%. Appoggiano Conte (l’ultimo democristiano) e subiscono i M5S, non sanno cosa vogliono e, soprattutto, non sanno come ottenerlo. Per esempio, sui migranti è persino patetico, diviso tra “Ius Soli” e i decreti Salvini che son sempre lì, ha al proprio interno l’unico personaggio capace di gestire questa grana (Minniti) ma lo lascia ai margini di tutto.

Forse la crisi (terribile) che arriverà presto, porterà una forzatura a cui il governo attuale dovrà far fronte sciogliendosi e reinventandosi, forse in quel momento il PD si ricorderà che è il meno peggio (tra i grandi) e che dovrà fare i conti con la realtà. Forse (illusione 1) non guarderà ai voti e ai sondaggi ma alla conduzione reale del paese. Forse (illusione 2) si scrollerà di dosso l’insipienza attuale per far finta di essere al capezzale di un paese morente, tale anche per colpa sua.

Mentalmente Normale, Normamentale, Marco Cestelli


20 luglio 2020

Non è detto che la DEMOCRAZIA sia la forma migliore


2084 

"Quel giorno il Governo, ormai ridotto da tempo ad un mero consiglio di amministrazione nazionale, decise i parametri dei nuovi referendum: nel nuovo panorama democratico non esistevano più i partiti ai quali non credeva più nessuno, ridotti com'erano a semplici contenitori di mutevoli opinioni, rissosi e chiassosi, capaci solo di litigare sulla base del consenso vuoto e inconsapevole. I partiti non proponevano più visioni e progetti sociali ma gestivano soltanto il consenso attraverso raffinate analisi degli umori, banderuole al vento della sensazione, senza più uomini e leader capaci di dare un disegno del futuro prossimo venturo, legati sempre all'imminente sentire senza pensare ai giovani e al futuro. Pertanto l'unica soluzione fu la possibilità di creare un enorme consiglio di amministrazione nazionale parcellizzando la partecipazione di professioni e sensibilità, categorie e religioni, appartenenze etniche e sociali. 

Quel giorno la neodemocrazia razionale doveva decidere se permettere la scelta del colore della pelle e dei capelli del futuro figlio attraverso l'ingegneria genetica nel concepimento in provetta, poi un referendum istantaneo sull'introduzione di nuove centrali nucleari a fusione fredda per rispondere alla maggior domanda di energia. Per il primo la commissione governativa stabilì i parametri nel seguente modo: medici, biologi, filosofi e religiosi coefficiente 2.3, laureati in materie tecnologiche 1.6, laureati in materie umanistiche 1.4, diplomati 0.4 meno dei laureati, non diplomati, disoccupati e massaie 0.6 il coefficiente totale, madri e padri aggiungono 0.2 al loro coefficiente di cui sopra. Pertanto ogni voto non vale uno come ai tempi della democrazia classica, bensì il voto viene pesato in base alle specifiche competenze."

Non si può imporre un regime democratico, non funziona mai senza una laica presenza costante di principi etici condivisi e comuni. Soprattutto non può esistere vera democrazia senza una diffusa scolarizzazione e conoscenza storica, un'autonomia di pensiero e conseguente capacità di analisi. Mi si potrebbe obiettare che le masse non possiedono quasi mai tali caratteristiche, ed è vero; ma un tempo bastava il sano buonsenso e una credibile esperienza di economia familiare per determinare una partecipazione intelligente alle istituzioni democratiche.

Poi le cose sono cambiate negli anni per pochi, profondi, circostanziati motivi: crollo del muro di Berlino e fine delle grandi famiglie ideologiche post belliche
nuove tecnologie e conseguente globalizzazione dei sistemi di informazione, commercializzazione e della finanza
fine della società basata sulla condivisione sociale, sulla famiglia, e inizio della individualità tipicizzata ed esasperata

Se mettessimo idealmente questi fattori in un mixer e lo scuotessimo ben bene otterremmo una società liquida come quella che stiamo vivendo quotidianamente. Non esistono più le ideologie e quindi neppure lo studio della storicizzazione delle medesime, non si condividono pensieri e discussioni, non ci sono più partiti o pulpiti religiosi che mediano il pensiero o che raccolgano gli umori sociali e comuni e li riportino in alto nella politica democratica. Ognuno pensa di essere una monade politica che partecipa al grande gioco della democrazia attraverso il filtro della propria esperienza personale. Ognuno di noi ascolta solo quello che ama sentire. Perché tutto questo? Perché i partiti sono diventati gestori di consenso, raccoglitori di umori, propositori di sensazioni, erogatori di slogan che prefigurano risposte semplici a problemi complessi. In poche parole la politica e quindi la vita democratica non si basa sull'analisi e la condivisione delle analisi e delle soluzioni, bensì si affida alle dinamiche commerciali.

La Democrazia fallisce in assenza di cultura vera

mentalmente normale, NormaMentale, Marco Cestelli

03 luglio 2020

L'arte politica della Supercazzola: il popolo sovrano non sa più votare

Proprio così, non sappiamo più votare per il Parlamento nazionale; non è una mia valutazione sui partiti ma la constatazione di quanto sta avvenendo. Insomma anche la democrazia ha i suoi limiti.

Le mie impressioni:
abbiamo un governo di colore opposto a quello precedente nella stessa legislatura; il partito "perno" ha il 33% dei parlamentari ma in due anni ha perso la metà dei consensi (non solo nei sondaggi, anche alle elezioni europee). Tutto legittimo.

il governo attuale ha un premier molto popolare per come ha gestito (paternalisticamente) la pandemia, è più un gestore, un mediatore che un leader, visto che non sappiamo cosa pensi davvero. Però "si presenta bene e piace".

l'opposizione è in grande crescita complessiva ma è politicamente divisa e non vuole andare al governo, avesse un programma e un progetto lo si capirebbe ma è evidente che stanno meglio all'opposizione per poi erodere potere locale e lasciar gestire la crisi economica incombente al governo attuale.

il partito maggiore attualmente in parlamento ha perso un po' tanto della propria integrità sbandierata, è il maggior oppositore del governo ma non vuole andare a votare perchè almeno la metà dei parlamentari rimarrebbe a casa, non sa chi è il suo leader, ne aveva uno ma ora se ne presenta un'altro più radicale, così sono di "lotta e di governo", dice NO a tutto e accetta buona parte delle decisioni "forzate" che ci vengono imposte.

il secondo partito è un bel contenitore di voti e funzionari, di parlamentari e di apparato, è più istituzionale e perlomeno garantisce che il governo non bagnerà troppo il pavimento sbagliando la mira orinando fuori dal vaso.

Come Lazzaro è risorto dalla tomba un'altra forza politica che è disposta a tutto pur di esistere, si scopre istituzionalmente più corretta e pronta a tutto per rimandare il voto (anche questi verrebbero miniaturizzati)

Dunque: la maggioranza dei parlamentari parla contro l'Europa ma non lo dice, lo pensa ma lo sussurra, vuole i soldi UE ma fa affidamento "nelle risorse nazionali" che non sapevamo di avere. E' contro il MES, contro il SURE, contro la BCE, contro tutto ciò che possa ledere la nostra sovranità politica (visto che siamo così bravi, sia mai che qualcuno possa far meglio), quindi contro la famosa TROIKA per non far la fine della povera Grecia. Odia la Merkel come si odia il genitore che ci vieta di andare a ballare fino a tardi ma sappiamo che sarà lei a darci un pasto tutti i giorni e la paghetta il sabato. 

Da agosto lo spread (ovvero i soldi che spenderemo tutti noi per pagare i debiti di stato) rischia di fare come nel 2011, montagne russe in negativo. A settembre inizieranno i dolori veri del post pandemia e abbiamo un governo che sta in piedi per miracolo. Non vogliamo fare le riforme vere, non vogliamo i soldi per farle, non vogliamo niente se non aiuti di Stato a pioggia, non vogliamo la APP, non vogliamo il vaccino, non vogliamo la UE, non vogliamo uscire dalla UE, insomma ... siamo in stato confusionale perenne appena appena confuso con la prova costume per passare delle buone vacanze. 

Allora penserei che sarebbe il caso di votare, no? No, non si può. Perchè? Perchè gli italiani voterebbero le persone sbagliate. Cioè? Quelli che dicono di essere contro tutto ciò che in realtà ci tiene in piedi. Ma se lo vogliono gli elettori? Non funziona così in democrazia? No, perchè non si sa con quale sistema votare, si creerebbero maggioranze contraddittorie, poi questi dovrebbero votare il prossimo Presidente della Repubblica, insomma è un casino. 

ECCO, appunto, è un casino: in punta di diritto costituzionale siamo prigionieri di noi stessi, abbiamo paura di noi stessi, non siamo in grado di pensare ad un governo, ad una linea, ad un progetto nazionale. Personalmente mi fanno letteralmente schifo i partiti che vanno per la maggiore, non li voterei neanche con una pistola puntata alla tempia ma ... STIAMO LASCIANDO CHE SI GIOCHI UNA PARTITA PIETOSA SULLE NOSTRE TESTE, non sappiamo più votare.

Mentalmente Normale, NormaMentale, Marco Cestelli

Vogliamo “li sordi che ci cacciano in tasca dall’Europa, quelli che cce devono da”.

  Ho la spiacevole, ma netta, sensazione che il "glorioso popolo italico" non abbia contezza di cosa sia il  Piano Nazionale di Ri...